Sin: “Intervenendo su 14 fattori modificabili rischio demenza riducibile fino al 45%”
18 marzo 2026 – “La prevenzione delle malattie neurodegenerative è una priorità per la Società italiana di neurologia. L’obiettivo è intervenire sui fattori di rischio modificabili per ridurre, nel tempo, fino al 45% l’incidenza di patologie come Alzheimer, demenze e Parkinson, destinate ad aumentare con l’invecchiamento della popolazione. Le azioni avviate oggi daranno risultati negli anni, ma senza iniziare non li vedremo mai”. Lo ha detto Mario Zappia, presidente della Sin, intervenendo alla conferenza stampa ‘Salute del cervello – prevenzione, politiche, prospettive’, nella Sala Caduti di Nassirya del Senato. L’iniziativa, promossa dalla senatrice Tilde Minasi in occasione della Settimana del cervello (16-22 marzo), punta a definire una strategia condivisa di fronte alla crescente diffusione delle patologie neurologiche.
I fattori di rischio modificabili individuati “sono 14, molti dei quali comuni ad altre malattie, come quelle cardiovascolari e oncologiche – ha ricordato Zappia – Si tratta di: ipertensione, obesità, diabete di tipo 2, fumo, inattività fisica, depressione, bassa scolarizzazione, isolamento sociale, perdita uditiva non trattata, traumi cranici, consumo eccessivo di alcol, deficit visivi non corretti, inquinamento atmosferico e livelli elevati di colesterolo Ldl”. Accanto a questi emergono fattori più specifici. “I cibi ultraprocessati aumentano il rischio di demenza, mentre la dieta mediterranea può ridurlo fino al 30%”, ha sottolineato il presidente della Sin, invitando a privilegiare alimenti naturali e poco trattati. Un ruolo centrale è svolto anche dallo stile di vita. “Esercizio fisico, istruzione e attività intellettuale tutto l’arco della vita – ha evidenziato – contribuiscono alla cosiddetta ‘riserva cognitiva’ che può ritardare la comparsa dei sintomi o ridurre la probabilità di sviluppare la malattia. L’attività fisica è fondamentale perché il movimento muscolare produce sostanze benefiche per il cervello”. Determinante anche il sonno, “ancora sottovalutato, ma cruciale per l’equilibrio dell’organismo e potenzialmente in grado di influenzare il rischio di patologie neurodegenerative”.
FONTE: SIN