BPCO: il fumo di sigaretta responsabile del 70% della mortalità
23 marzo 2026 – Non è “famosa” come altre malattie collegate al fumo anche perché è spesso sotto diagnosticata. E’ la Broncopneumopatia Cronica Ostruttiva (BPCO), una patologia polmonare cronica molto insidiosa. Secondo l’Istat in Italia colpisce il 5,6% degli adulti pari a circa 3,5 milioni di persone. E’ responsabile del 55% di tutti i decessi causati dalle malattie respiratorie. È anche una patologia economicamente onerosa da gestire e i costi diretti ammontano a 9 miliardi di euro annui (pari al 6% dell’intera spesa sanitaria italiana).
L’infiammazione cronica dovuta alla BPCO causa cambiamenti strutturali e un progressivo restringimento delle vie aeree. I sintomi più comuni della malattia sono ‘fiato corto’, eccessiva produzione di espettorato (un misto di saliva e muco presenti nelle vie respiratorie) e tosse cronica. Nella malattia in fase moderata, sintomi come tosse e ‘fiato corto’ possono essere presenti durante i mesi invernali o dopo un raffreddore. Nei casi più gravi vi può essere ‘fiato corto’ ogni giorno. Le riacutizzazioni sono episodi di peggioramento progressivo dei sintomi che conducono a una sostanziale morbilità e mortalità. Sono associate a un aumento dell’infiammazione aerea e sistemica e a cambiamenti fisiologici nei polmoni. Ciò comprende un peggioramento della capacità respiratoria, tosse cronica, produzione di muco, fatica estrema e altri sintomi che indicano un deterioramento della stato di salute.
La causa primaria della BPCO è l’infiammazione cronica scatenata dall’esposizione a agenti nocivi. Il fumo di sigaretta è la causa principale della malattia nei Paesi sviluppati, così come l’inquinamento in alcune parti del mondo. È stato calcolato che fino al 70% della mortalità della malattia sia attribuibile al fumo di sigaretta. Smettere con il consumo di tutti i prodotti a base di tabacco è fondamentale. Non è mai troppo tardi per provare a interrompere il pericoloso vizio.
FONTE: AIPO