Tumori ginecologici: anche il fumo può essere responsabile
8 maggio 2026 – In Italia ogni anno si registrano oltre 18mila casi di tumori ginecologici. Si tratta di un gruppo eterogeneo di neoplasie per le quali i risultati, in termini di sopravvivenza e guarigione, sono abbastanza differenti. Per il carcinoma al collo e al corpo dell’utero la sopravvivenza a cinque anni si attesta rispettivamente al 58% e al 69%. Per il cancro dell’ovaio invece la percentuale scende al 32% ma si sta assistendo ai primi miglioramenti. Le cause sono molteplici e tra le principali ricordiamo l’infezione da HPV, la presenza di specifiche mutazioni genetiche, l’assenza di gravidanze, l’infertilità, fattori ormonali, patologie metaboliche e anche gli stili di vita.
Il fumo può avere un ruolo anche nell’insorgenza di queste malattie? Secondo diversi studi scientifici le sigarette sono associate ad un aumento del rischio di carcinoma a cellule squamose della cervice uterina (ma non di adenocarcinoma). Nel tumore ovarico una vasta revisione della letteratura ha evidenziato come l’incidenza complessiva sia solo leggermente aumentata nelle fumatrici. Nei tumori della vulva e della vagina l’HPV rappresenta il principale fattore di rischio. Una parte delle infezioni possono evolvere verso neoplasie in presenza di altri fattori tra cui proprio il fumo di sigaretta.
Inoltre il tabagismo è legato ad un anticipo della età media alla menopausa spontanea. E’ stato calcolato come le fumatrici abbiano in media una cessazione dei flussi mestruali circa uno/due anni prima rispetto alle donne che non fumano.
FONTE: AOGOI