Perché il fumo passivo è pericoloso?
8, luglio 2026 – Il fumo passivo, cioè l’inalazione involontaria di sostanze provenienti dal fumo di altre persone, al pari di quello attivo, possiede oltre 4.000 sostanze chimiche sotto forma di particelle e di gas. Per questo i non fumatori che lo inalano sono spesso colpiti dalle stesse malattie dei tabagisti.
Ogni sigaretta contiene non solo tabacco, ma anche un numero altissimo di elementi dannosi e nocivi per il nostro organismo. A ogni boccata, durante la combustione, si sprigionano tutte le sostanze chimiche. Tra le più pericolose il catrame, che contiene elementi cancerogeni che si depositano nel polmone e nelle vie respiratorie. La nicotina, invece, è un alcaloide che influenza il sistema cardiovascolare e nervoso e induce dipendenza.
Il fumo passivo rappresenta il principale fattore inquinante degli ambienti chiusi e provoca nel mondo oltre 600.000 morti l’anno. Ricerche scientifiche dimostrano che il fumo passivo aumenta del 20% il rischio di malattie coronariche e attacchi cardiaci; chi ha colleghi tabagisti che fumano sul posto di lavoro corre un rischio maggiore del 19% di sviluppare una neoplasia; il partner di un fumatore ha dal 20 al 30% in più di possibilità di ammalarsi di tumore del polmone.
FONTE: AIOM