ISS: durante la gravidanza fuma il 5% delle neo-madri
20 maggio 2026 – Sono ormai poche le donne che riferiscono di fumare o assumere alcol in gravidanza, ma rimangono tuttavia ampi margini di miglioramento, sia rispetto a comportamenti tradizionalmente al centro delle politiche di prevenzione. È quanto emerge dall’ultima raccolta dati del Sistema di sorveglianza 0-2 anni sui principali determinanti di salute del bambino nei primi mille giorni di vita (Sorveglianza bambine e bambini 0-2 anni) promosso dal ministero della Salute, coordinato dall’Istituto superiore di sanità e realizzato in collaborazione con le Regioni.
Nello specifico il 5,5% delle madri ha dichiarato di aver fumato in gravidanza con una variabilità regionale. Si passa dal 3,2% nella P.A. di Bolzano fino al 7,9% registrato nel Lazio. In tutte le Regioni, la quota di fumatrici risulta più alta in allattamento rispetto alla gravidanza, variando dal 4% (P.A. di Bolzano) al 10,6% (Sicilia). Inoltre, i dati evidenziano che in allattamento aumenta maggiormente il consumo di altri prodotti quali sigaretta elettronica e tabacco riscaldato. Il 30,2% delle madri ha dichiarato che il/la partner o altri/e conviventi fumavano al momento della rilevazione.
Il 7,4% delle madri ha invece dichiarato di aver assunto alcol (anche solo una piccola quantità rappresentata da mezzo bicchiere di vino o una birra piccola o un aperitivo) 1-2 volte al mese, l’1,1% 3-4 volte al mese e lo 0,4% 2 o più volte a settimana. In tutte le Regioni il consumo di alcol in allattamento risulta più diffuso che in gravidanza. Il consumo di alcol sia in gravidanza che in allattamento risulta più diffuso tra le madri del Nord Italia.
FONTE: ISS