29 Aprile 2026
Allergie: non solo pollini , nemici degli occhi anche smog e fumo di tabacco
29 aprile 2026 – Non sono solo i pollini a mettere in difficoltà gli occhi in primavera. A incidere sempre di più – determinando e aggravando i sintomi – possono essere anche l’inquinamento atmosferico, la qualità dell’aria negli ambienti chiusi e altri tipi di esposizioni quotidiane. E’ quanto emerge da una revisione sistematica pubblicata di recente sulla rivista ‘Life’, secondo cui i fattori ambientali hanno un ruolo importante nell’insorgenza e nel peggioramento della congiuntivite allergica. A invitare a non sottovalutare i sintomi oculari legati ad allergie e sostanze inquinanti sono gli specialisti dell’Associazione italiana medici oculisti (Aimo), ai quali stanno arrivando sempre più segnalazioni di pazienti che riferiscono sintomi oculari più intensi, persistenti e difficili da controllare rispetto al passato. Ma alcuni piccoli accorgimenti possono aiutare, evidenziano gli esperti che hanno messo a punto 5 consigli ad hoc.
La revisione ha incluso 29 studi su oltre 3 milioni di visite ambulatoriali per congiuntivite allergica, riferisce l’Aimo. Tra gli agenti più spesso associati a un aumento dell’incidenza e della severità dei sintomi compaiono particolato atmosferico, ossidi di azoto e ozono, mentre pollini e inquinanti sembrano agire spesso in modo sinergico, aumentando il carico infiammatorio sulla superficie oculare. In particolare, l’ozono ha provocato un aumento dell’8% delle visite ambulatoriali per congiuntivite allergica, mentre l’esposizione alle polveri sottili (Pm2.5) è associato a un rischio fino a 9 volte maggiore di congiuntivite allergica. “Negli ultimi anni il numero di studi che valutano gli effetti nocivi dell’inquinamento atmosferico sull’occhio è aumentato. L’inquinamento può non solo aggravare sintomi oculari già presenti, ma anche causare nuove malattie oculari”, spiega Alessandra Balestrazzi, presidente Aimo. “Il disturbo oculare più comune legato all’inquinamento atmosferico è l’irritazione o l’infiammazione della congiuntiva, ma molto frequente è anche il cosiddetto occhio secco”, sottolinea.
“L’inquinamento atmosferico è composto da gas e particelle, come ossidi di azoto, monossido di carbonio e particolato, prodotti soprattutto dal traffico e dalle attività industriali”, ricorda la specialista. Ma anche il fumo di tabacco, evidenzia, “influisce sulla superficie oculare, causando sintomi come prurito, arrossamento e irritazione degli occhi e disturbi come cherato-congiuntivite allergica. Non fanno eccezione gli altri dispositivi elettronici: anche aldeidi e radicali liberi rilasciati dalle sigarette elettroniche, infatti, possono alterare la stabilità del film lacrimale e causare alterazioni infiammatorie delle cellule epiteliali corneali”. In altre parole, nella gestione degli occhi allergici non basta più guardare al calendario dei pollini: anche l’ambiente in cui viviamo e lavoriamo può influenzare in modo significativo la salute della superficie oculare, ammonisce l’Aimo. Nel pieno della stagione pollinica, gli esperti avvertono: “Gli occhi allergici non vanno banalizzati”. Una lettura più aggiornata del problema, che tenga conto anche dell’effetto combinato tra pollini e ambiente, può aiutare a migliorare prevenzione, diagnosi e gestione clinica dei sintomi.
FONTE: Aimo